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Tre Anni fa le 3.32 l?Aquila

 
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di Giuliano Santelli

Il telefono squill? alle 4,30 di mattina, Maurizio Tesorini, Regione Umbria della Protezione Civile: Giuliano un terremoto molto forte all?Aquila, vieni subito a Perugia bisogna organizzare i soccorsi. Svegliati di soprassalto, io e Mario siamo partiti. Per radio le prime notizie drammatiche, morti, molti, feriti, paesi isolati. Alle ore 6 raggiunti tutti coordinatori dei gruppi e delle associazioni, alle 10 riunione operativa, alle 14 la colonna umbra con 150 volontari partiva per l?Abruzzo. Alle 17 a Paganica si costruiva il primo campo, si dava il primo ricovero e ristoro a 1000 mille persone. In pochi giorni costruiti il campo Paganica 1, poi Paganica 2, e poi Paganica 3. Orvieto e la sua piccola cucina che sfornava oltre 1000 pasti al giorno, i nostri concittadini in uno slancio straordinario che portavano presso la ex Caserma Piave generi di ogni uso, alimentari, medicinali, ogni genere di conforto. Siamo rimasti a Paganica per 7 lunghi mesi, si sono creati rapporti umani straordinari, amicizie, anche amori, gemellaggi, come quello tra le squadre di rugby di Orvieto e Paganica. Sono passati tre anni e basta girare quei luoghi per rendersi conto di come i centri storici, non solo quello dell?Aquila siano ancora solo macerie. Quelle nuove case, fiore all?occhiello  della ?ricostruzione? pi? veloce e bella del mondo, veri quartieri sorti dal nulla, immersi nel nulla, senza nulla che case prive di ogni servizio, senza identit?, senza spazi aggregativi, senza servizi, senza socialit?? Cattedrali nel deserto di una operazione mediatica senza precedenti, il primo terremoto raccontato in diretta, con il Presidente presente una volta alla settimana, a regalare dentiere a povere vecchie, a rassicurare insieme a Bertolaso che entro un anno sarebbero stati tutti in casa. La storia ha poi raccontato la verit? a partire da quella telefonata ?io ridevo?. Ho sentito stasera per telefono Linda, Silvia, gli amici di Assergi, di Camarda, di Bazzano, di Filetto, tristi ma non rassegnati, questa notte alle 3.32 si troveranno tutti a l?Aquila, per continuare la loro battaglia per la ricostruzione, per un futuro diverso da quelle macerie che ancora incombono sul loro destino, per gridare ancora verit? per quei 330 morti che ancora aspettano giustizia. Tra quelle facce ho rivisto Giustino Parisse che pi? di ogni altro ha continuato a raccontare con straziante dolore questa ricostruzione mancata o Angelo Venti, che con Libera ha coraggiosamente denunciato il malaffare e fatto partire le inchieste che hanno inchiodato alle loro responsabilit? gli uomini della ?CRICCA?. Ieri come oggi gli aquilani hanno bisogno ancora di noi, di non essere lasciati soli, di sentire un intero Paese raccolto intorno alle loro speranze per un diverso futuro. Partire dalla ricostruzione dell?Aquila per ricostruire questa Italia anch?essa piena di macerie, ma dalle grandi risorse fatte di uomini e donne decisi a non arrendersi alle tante ?cricche? ladre del nostro futuro.



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06/04/2012



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