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  La citt? sprofonda in un mare di proclami
 
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di Cristina Calcagni- Alleanza per l'Italia

Difficile sottrarsi alla critica di quello che si vede, si sente e si legge in questo nuovo inizio 2012. In questi ultimi tre anni abbiamo assistito ad un ripiegarsi della citt? su se stessa. Sostanzialmente non funziona pi? nulla e questo non lo dico per fare polemica spicciola, poich? ? fin troppo evidente a chi ha ancora occhi per guardare, orecchie per sentire.  Tasse, tariffe, tagli e svendita. Queste le linee programmatiche che fin qui si sono cercate di attuare, fortunatamente con qualche insuccesso. Non ultima la ?svendita? del Bar Centrale a poco pi? di 1.200 euro al metro in una citt? dove fino a qualche tempo addietro era impossibile acquistare un immobile per meno di 4.000 euro al metro. Nonostante i proclami spiccioli di attivit? inutili per la collettivit? orvietana, intesi in termini di priorit? amministrative, non credo, perch? ho ancora orecchie per udire e occhi per vedere, che non ci siano problemi di viabilit? poich? non essendoci pi? la circolarit? nella viabilit? stessa della piazza, ancora oggi abbiamo autovetture che trovano difficolt? a comprendere il ?verso?. Il dissuasore ? stato addirittura il soggetto di un comunicato stampa. Il sesto bando per la svendita del  mattatoio mi getta ancora di pi? nello sconforto: non solo verr? ceduto per oltre un milione in meno del suo stanziato in bilancio, prezzo di vendita iniziale ma, a questo, si aggiungeranno sgravi sulla tarsu. Cambiare tutto per non cambiare niente. Nel 2010, sistemato il contenzioso con la SII, si riusc? a mettere in ordine alcune ?spese pazze? come il pagamento delle bollette dell?acqua a cura del Comune proprio per il mattatoio (oltre ventimila euro l?anno).

Non c?? una strada una che non abbia una buca. Non c?? una striscia pedonale. Il sudicio unito agli escrementi dei cani ed ai liquami dei piccioni sono la coreografia della Rupe. Negozi ed abitazioni in vendita. Parcheggi vuoti, nonostante la repressione dell?ultimo periodo.

Un gruppo di noi nel 2008 si riun? per un progetto politico importante di vero cambiamento ma anche di vera dedizione per la citt?. Quel gruppo, ristretto, diede vita alla proposta politica e scelse colui che avrebbe potuto incarnarla nel 2009. La proposta politica ? stata spazzata via nel nome del ?bene della citt?? e del ?trasformismo?. Il nostro candidato a sindaco dichiar? nei primi mesi di campagna elettorale che ad Orvieto ??non mancava proprio nulla e tutto funzionava benissimo??. Oggi a distanza dei suoi tre anni di mandato, che ricordo per chi ha poca memoria fu dato solo a lui, poich? a tutti gli altri furono confermati gli stessi identici risultati degli anni precedenti, come vede la nostra citt??

Quel gruppo oggi non esiste pi? come Gruppo, ma i suoi appartenenti sono ancora, se Dio vuole, vivi ed attivi in citt?, in diverse forme e con diverse responsabilit?. Non pensi, colui che scegliemmo come candidato, di averci domato nella nostra volont? di cambiamento, non basta averci, ad uno ad uno, espulsi dalla giunta per sostituirci con rincalzi, nessuno dei quali ? stato, non dico eletto, ma nemmeno candidato nelle liste amministrative del 2009. Volevamo una citt? diversa,  dove i passati legami consociativi di sottobanco fra governo ed opposizione cessassero per sempre in nome di una chiara Democrazia dell?alternanza. La volevamo e l?avremo. In nome di questa idea abbiamo ritrovato il dialogo e lo slancio che, artatamente, ? stato minato da coloro che non hanno accettato di aver perduto il controllo del sistema di potere nella nostra citt?.

In ultimo le dichiarazioni infelici relative alle posizioni organizzative e i Consigli di Zona.

Alcune precisazioni poich? non tutti abbiamo l?anello al naso. Le posizioni organizzative sono state tutte riconfermate recentemente, perch? tornarci sopra con propaganda inutile?

I Consigli di Zona, sono stati prorogati, perch? in scadenza, nell?ultimo consiglio comunale. Rammento le dichiarazioni dei consiglieri sull?utilit? di questi e sulla necessit? di ristrutturarli, che non significa sopprimerli, in italiano, ma significa individuare una nuova formula meno onerosa e garantista della rappresentativit? popolare. Addirittura sono stati definiti ?sentinelle? della nostra citt?. La stanza dedicata alla presidenza del consiglio comunale ? stracolma di verbali forniti dai consigli di zona negli anni, puntualmente archiviati senza essere neppure letti. Oggi pi? che mai essi sono indispensabili, la politica attuale si riduce al Masso Tufaceo che risulta essere scollegato totalmente dal resto della nostra citt?. Citt? che ? in espansione nei grandi centri abitati di Ciconia, Orvieto Scalo e Sferracavallo, dove vengono ancora partorite rotatorie e fontane. Mentre le altre piccole frazioni soffrono della totale indifferenza ed abbandono. Paragonare i Consigli di Zona alle Province e quindi inserirli nell?ottica generale di risparmio di risorse pubbliche, mi sembra veramente ridicolo e megalomane nella similitudine.

 

Non sappiamo pi? niente di quello che sar? il destino della Sala del Carmine. Chiusa.

Non sappiamo pi? niente di quello che sar? il destino del Museo della Ceramica. Quanti soldi pubblici spesi finora per il suo completamento? Chiuso. Perch? acquistare con soldi pubblici la collezione Perali per un importo di 17.000 euro, dove si pensa di poterla collocare, forse insieme con la Collezione Curti all?interno della Torre del Moro?

Dove sono i 277.000 euro recuperati su tre convenzioni con la Provincia e la E.ON per la ristrutturazione della ex scuola di Corbara e delle due piazzole sosta lungo il Lago di Corbara, che attendono da oltre due anni di essere realizzate?  Non penserete mica di ricomprare una cosa gi? nostra.

Il Palazzo del Capitano del Popolo: dopo il discorso del re, prima della cura, come sar? utilizzato e quale sar? la sua mission in una citt? in cui non viene pi? nessuno?

Lo sviluppo economico ? una delega non riassegnata. E si vede. Non che le altre abbiano avuto un indirizzo politico specifico. Nelle quindici pagine di vuoto pneumatico relativo all?aggiornamento del mandato sindacale, non si parla di niente. Sul comparto scuola il nulla. Come si pu? pensare che ci siano famiglie disponibili a trasferirsi nella nostra citt?, quando non esiste pi? un servizio e i nostri figli sono abbarbicati in strutture temporanee denominate ?edifici scolastici?? E? vero ci sono solo cinque assessori,  per? ci sono anche dieci consiglieri delegati, alcuni dei quali remunerati full time dal Comune. Il fastidioso ed insopportabile accenno al campo da Golf, rigorosamente col punto interrogativo, nelle linee programmatiche rende palese il totale distacco dalla realt? dei problemi socioeconomici di chi guida la nostra citt?.

 

La vicenda Manifatture di Bardano e il destino lavorativo delle sue dipendenti ? l?ennesima conferma di questo totale distacco, dove i problemi dei cittadini passano in subordine a priorit? del tutto irrilevanti e di poco conto. La frazione di Bardano appare oggi come un deserto. La nostra zona industriale una landa di edifici e capannoni vuoti, mentre l?amministrazione lavora ventre a terra per l?agognato ?Casello Nord?. Avrebbero dovuto esserci tavoli permanenti istituzionali convocati  h24 in parallelo al presidio, invece si fa una visitina del dottore, qualche riga sui giornali, come atto di presenza, nell?attesa che l?agonia si trasformi in eutanasia. La mia solidariet? alle donne lavoratrici, sperando si possa fare  di pi? per voi, affinch? non perdiate il vostro lavoro ed il vostro contributo economico, essenziale per la sopravvivenza delle vostre famiglie.  

 

Per il nostro Centro Studi di Orvieto mi riservo di tornarci in seguito, con il dettaglio preciso di quello che sta accadendo. Il silenzio per me ora ? importante a salvaguardia dei quattro dipendenti attualmente impiegati nello stesso.

 



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21/03/2012



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