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  Orvieto,?o cara...
 
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di Nello Riscaldati

I seguenti soprannomi, in parte suggeritemi dai lettori, in parte snidati rifrugando negli anfratti della memoria, vanno in aggiunta al ?corpus? recentemente pubblicato:

 

 

- l? Ardito ? Balena ? Billetta (porchettaro) ? ?r Billo -   ?r Bersaiere ? ?r Brigattiere ? Buchino (imprenditore) ?  ?r Canonico (rigattiere) ? Cappellino (mezzadro) ? Chichella ? ?r Chimico (commesso) Cirichella (impiegato) ? Fefo (veterinario) - Fochetto (falegname) ? Frustignacche (imprenditore) ? Frustone ? Gino Lojo ? Gigge Mollo - Giubbone ? Nerone ? Pallemosce ? Pambuffetti (fattorino) - ?r Pastino ? ?r Pezzoforte - ?r Pinguino - Puzzetta (tipografo) ? Scacchiola ? Sgangam?use (bidello) ? Sparafucile ? Stampi - Stinchelli ? ?r T?ppolo (oste) ? Tavolone (sensale) ? ?r Vescicante (ristoratore) ? la Zanzara (tappezziere) ? Zebro (meccanico) ?

 

 E in aggiunta due chiacchiere fra noi:

 

 

 Non ascoltate i vecchi e state da loro lontani! I vecchi sono quasi tutti inclini a ritenere imminente la fine del mondo, vi assicurano che la moralit? non ? mai caduta cosi in basso, che ai tempi loro le donne erano molto ma molto pi? serie e che l?arte non ? mai stata cosi volgare, muta e incomprensibile come oggi, specie dopo il riconoscimento di valore dato persino alla ?merda d?artista? battuta all?asta e aggiudicata sempre tra i settanta ed i centomila euro a barattolo pur sapendo che l?autore, previdente, ne aveva riempiti ben novanta barattoli! E se non ci credete andate a documentarvi!

 

 

  E oggi il mondo ? pieno di vecchi, e di vecchie naturalmente. E anche la nostra citt? lo ?. E? vero, ogni tanto, e come ? giusto che sia, qualcuno se ne va, ma sono sempre di pi? quelli che arrivano anche se talvolta mascherati da giovani.

 

  E diversi vengono anche da fuori convinti che qui si viva meglio, che si riesca ancora a trovare una damigiana di vino buono, qualche pollo ruspante e delle uova di giornata. E forse ? bene che costoro soggiornino nell?illusione perch? non tutte le damigiane possono essere piene di vino genuino, n? tutti i polli ruspanti, n? tutte le uova di giornata.

 

 

  Viviamo in una citt? antica, solenne, sonnolenta, meditabonda, semiabitata, stracarica d?arte, di cronaca, di storia, di gelosie e di invidie, bisognosa d?affetto ma soprattutto di cure, di molte cure.

 

  Parecchie sono le cose che non vanno ma se tu provi a formulare un giudizio ti accorgi subito che delle tue opinioni agli altri non glie ne frega proprio niente perch? sono tutti interessati a convincerti che le loro hanno fondamenta molto, ma molto pi? solide delle tue.

 

 

 -?Cittadini ascoltatemi?!? ?No, ascoltate me,?ma lui che ne sa,?non ha studiato abbastanza,?!?, ?Lasciateli perdere,??  gentarella da poco,?ce l?ho io le risposte, io vengo da fuori e da fuori le soluzioni si vedono meglio,?!?-

 

 

 E cos? in assenza di leaders e di partiti, (perch? non pu? darsi l?uno senza l?altro), piano piano va sotto il sole, si fa scuro e si fa notte. Tentiamo allora almeno di tenerci svegli.

 

 

  La rapidit? dei mutamenti, che con indefessa meticolosit? Monti & Fornero stanno apportando nella congerie dei nostri usi e costumanze di vita e nella carne del nostro portafoglio e che molti stanno percependo come una gelata talmente cruda e tale da spezzare le reni anche ai pi? forti, mi porta, cercando una via di fuga, a immaginare, un po? sulla vena fantascientifica dei ?Romanzi di Urania?, i mutamenti ai quali potremmo, o ai quali qualcuno potrebbe, o vorrebbe, assistere di qui a quaiche tempo. E proviamo dunque  con un flash  di fantasia prima che i tecnici ci tassino anche quella.

 

 

  Se tu nel medio termine, medio termine come lo intende Monti ? un tempo distante da cinque a dieci anni,?se  tu, da fuori, chiederai notizie su Orvieto probabilmente ti diranno che la citt? ? pressoch? vuota, che i rari sopravvissuti alla crisi si nascondono nelle grotte, negli anfratti delle ripe o nei vicoli dei quartieri medioevali vivendo di frutta selvatiche, di bacche e di radici. Ti diranno che si tratta degii ultimi, dei pi? miseri, dei pi? sprovveduti, di quelli che si sono fatti mangiare tutto dall? Agenzia delle entrate e dal ?Gratta e Vinci?, mentre i previdenti, i benestanti, i ricchi, si sono salvati chi con la fuga e chi  corrompendo i funzionari di ?Pelitalia?, una nuova Agenzia istituita allo scopo di sorvegliare  e pelare i contribuenti. Ti diranno che poi, ultimamente, il governo per fare cassa ha istituito un?imposta anche sulle cravatte facendo approvare nel contempo una legge che le rende obbligatorie per tutti sopra i 21 anni. Naturalmente per gli uomini, per le donne il corrispettivo ? rappresentato dal tacco delle scarpe tassabile quando supera i quattro centimetri. E quindi i tacchi a spillo sono diventati carissimi.    

 

 

Ed ecco il futuro:

 

 

    Una volta sgombrate le reliquie degli ultimi, il Tufo sar? acquisito da una cordata che vede insieme un emiro del Dubai, il Sultano di Brunei e uno d?Allerona che per ora preferisce mantenere l?incognito, e che, si dice, abbiano in testa progetti favolosi tipo: casin?, harem a ore, califfi e bajadere, nani e ballerine, geishe ed odalische, danza del ventre a mezzogiorno al Moro e alle sei la sera a Piazza e danza dei sette veli la domenica a mezzanotte a Piazza del Popolo al tam-tam dei tamburi e alla luce dei fal?. Altro che Umbria jazz e concerti al Duomo! Ma vuoi mettere! E ci assicurano che ? cos?, solo cos? che si pu? pensare di cominciare a crescere.

 

 

  Tanto ? vero che appena sopra il Tamburino, dove ha casa l?attuale sindaco, emerger?, sempre nel medio termine, uno splendido, enorme, smisurato  residence con vista totale su Orvieto come quella che si vede nelle fiction di rai uno. Verr? cintato da mura  di cemento armato che saranno per? ricoperte da scaglie di vero tufo prelevato dalla Rupe in modo che visto da Orvieto e cio? dalle ripe di S. Giovenale e di S. Giovanni, si abbia l?illusione di guardare un?altra Orvieto, anche se  pi? piccola. Geniale veramente.

 

 

 

 Qui poi caleranno da ogni dove emiri, califfi, sultani, pasci?, maharaj?, petrolieri e bananieri, mandarini e samurai, con borsate di dollari e saccocciate di brillanti. La citt? si ripopoler? e si risveglier?, fin dalla profondit? delle sue caverne con tutto il fervore e l?avidit? di un?antica S?bari.

 

 

 Ma ecco gi? pronti sia il monito che l?anatema del moralista:

 

 

 

  -Maledetti siate  voi che avete ridotto un?oasi di  silenzio, di solitudine, di disoccupazione, di rassegnazione, di meditazione e di dignitosa ristrettezza economica ad un coacervo di piacere, di ricchezza e di degrado dei costumi!-

 

 

 Poi, fuori onda, si racconta che il medesimo abbia chiesto ad un amico che lo stava applaudendo:

 

 

  -Sente,?volenno, per curiosit?, da? ?n?occhiata ?n po? pi? da vicino a una de ?st?odalische, o a ?na bajadera, o anche a ?na geisha, te nun sae gnente a chi me poterebbe rivorge in modo riservato,?cos?, tanto pe? curiosit?,?pe? r?nnime conto,?insomma per ave? ?n quadro pi? preciso,?mica per artro,?!-

 

 

 E anche questa conclusione altro non ? che la traduzione colorita, ma fedele, di una antica e notissima storiella orvietana.

 

 

 

  Buona nottata a tutti!

 

 

 

p.s. qualcuno mi ha fatto notare che nel medio termine, piuttosto che di califfi ed odalische, la Rupe potrebbe invece popolarsi di asceti e di anacoreti seguendo il modello di vita di Santa Sofronia tarantina, di S.Macario e di S. Antonio abate. Una nuova Tebaide?! Staremo a vedere.

 

 

 

 

   

 

 



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17/03/2012



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