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Olimpieri: l?ultimo giapponese

Valentino Filippetti, Valentino Filippetti, responsabile Lavoro PD Umbria

Il segretario della Destra Orvietana, Stefano Olimpieri ha scritto che ? con la manovra non c?? nessun massacro sociale e che tutto procede bene nonostante le difficolt??.

Bisogna riconoscere che ? un vero combattente, uno di quei giapponesi rimasti a fare la guerra per oltre venti anni dalla fine del Grande Conflitto Mondiale.

Per noi invece la manovra  varata dal governo ? :

INIQUA

SBAGLIATA

INSUFICIENTE

Per dirla con Bersani :

??Questa manovra e questo governo non sono credibili. Siamo in piena emergenza e noi siamo disponibili ad assumerci le nostre responsabilit? in Parlamento per cercare di migliorare le norme nel senso della credibilit?, dell`equit? e della crescita. Ma serve un cambiamento del quadro politico, altrimenti tutto ? vano?.

Come sappiamo la crisi investe tutto l?Occidente sviluppato.

Giunge a compimento un processo di globalizzazione avviato con dalle nuove tecnologie della comunicazione.

I tentativi di conservare una forte concentrazione del potere nelle mani delle grandi conglomerate, finanzia rizzando l?economia e svuotando le democrazie occidentali di qualsiasi potere di controllo e di indirizzo si ? risulto in un grande fallimento.

Il fallimento del neoliberismo.

L?affacciarsi nel mondo di nuove potenze economiche e politiche segna la rivincita della manifattura e l?importanza del ruolo pubblico, anche nelle sue forme piu? autoritarie come in CINA.

Ci dice anche che resiste meglio chi ha investito in cultura e formazione ( come il Nord Europa) e chi ha cercato la coesione sociale ( Germania).

Insomma competere per competere non funziona.

Ci vuole cooperare per competere.

Il nostro paese pu? essere preso ad esempio per cosa non si doveva fare di fronte alla crisi avanzante.

Non si doveva negarla, come ha fatto per mesi il centro destra.

Non si doveva cercare di distruggere il sistema di istruzione pubblica, come ? quasi riuscita a fare la Gelmini.

Non bisognava puntare sulle divisioni sociali, come ha fatto il ministro Sacconi.

Il risultato ? una manovra pesantissima, imposta dall?esterno, che ? recessiva, peggiora i rapporti tra lo stato e i cittadini e aumenta la frantumazione ed il corporativismo locale con l?art. 8.

Serviva invece ricreare un nuovo patto tra stato e cittadini attraverso un fisco piu? giusto, ridurre la frantumazione sociale e corporativa in linea con l?accordo del 28 giugno tra le parti  sociali e rilanciare la crescita.

Il Governo ha dapprima subito le indicazioni europee e poi piano piano ha innestato la marcia indietro producendo  una proposta vista con sospetto dall?Europa, bocciata dalle parti sociali e dai mercati.

Le proposte del PD  per mettere in sicurezza i conti pubblici sono:
- la riduzione dei costi della politica:
- un'imposta sui capitali rientrati con lo scudo fiscale
- un'imposta sui grandi valori immobiliari
- un piano antievasione fiscale
- la dismissione di immobili pubblici e un'asta per le frequenze tv
- un pacchetto di liberalizzazioni
- politiche per lo sviluppo sostenibile, l'occupazione e la ricerca
- la reintroduzione del reato di falso in bilancio
- una giustizia efficiente
- autonomia delle parti sociali nella contrattazione

Ovviamente si impone una coerenza tra le proposte nazionali e regionali.

Da tempo il PD dell?Umbria ha avviato una riflessione su questo e la Regione dell?Umbria ha compiuto atti significativi per politiche a sostegno della crescita e per una generale autoriforma del sistema amministrativo locale.

La proposta della presidente Marini di alcuni giorni fa da un un impulso determinante che v? sostenuta con forza.

Al tempo stesso vanno messe in campo tutte le iniziative di pressione affinch?  la manovra venga cambiata radicalmente.

Lo sciopero generale indetto della CGIL  va in questa direzione e per quest? vedr? la nostra partecipazione convinta.

Pubblicato il: 05/09/2011

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